Buone notizie per le imprese. Il decreto Crescita affianca alla linea di intervento “classica” a favore degli investimenti, una nuova linea a sostegno dei processi di capitalizzazione delle imprese.

 

NUOVA LINEA DI INTERVENTO PER LA CAPITALIZZAZIONE

Come si evince nella nuova nota diffusa dallo studio commerciale Cadau&Associati di Cagliari, l’intervento intende favorire un graduale e stabile rafforzamento della struttura patrimoniale delle imprese italiane che presentano, mediamente, un basso indice di capitalizzazione, anche e soprattutto rispetto alla situazione riscontrabile nei principali paesi industrializzati.

 

Le cause di questa cronica situazione di sottocapitalizzazione sono da ricercare, come indicato nella relazione illustrativa della disposizione, principalmente nella preferenza che le aziende italiane hanno sempre mostrato per il finanziamento attraverso capitale di debito – soprattutto bancario – rispetto al capitale di rischio.

 

Ma non è tutto. Accanto alla sottocapitalizzazione, le imprese italiane, negli ultimi anni, hanno avvertito anche una consistente contrazione degli investimenti produttivi. Questa forte riduzione non è legata solo alle maggiori difficoltà di accesso al credito riscontrate dalle imprese, ma anche ad una più restrittiva politica di concessione dei finanziamenti da parte degli istituti bancari.


Aldo Cadau Decreto Crescita Studio Commerciale Cagliari



La nuova linea di intervento è riservata alla micro, piccole e medie imprese, costituite in forma societaria, che intendono realizzare un programma di investimento.

 

Lo stanziamento complessivo previsto ammonta a 80 milioni, di cui 10 milioni per l’anno 2019, 15 milioni per ciascuno degli anni dal 2020 al 2023 e 10 milioni per l’anno 2024.

 

Il sostegno ministeriale, correlato a un finanziamento bancario, è concesso a fronte dell’impegno dei soci a sottoscrivere un aumento di capitale sociale dell’impresa, da versare in più quote, in corrispondenza delle scadenze del piano di ammortamento del finanziamento.

 

Il contributo statale è pari all’ammontare complessivo degli interessi su un finanziamento bancario calcolato ad un tasso d’interesse annuo del – 5%, per le micro e piccole imprese e del 3,575%, per le medie imprese.



Aldo Cadau Decreto Crescita Studio Commerciale Cagliari



L’effettiva operatività della nuova linea di intervento è subordinata all’emanazione di un decreto del Ministro dello sviluppo economico, da adottare di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, che dovrà definire i requisiti e le condizioni di accesso al contributo, le caratteristiche del programma di investimento, le modalità e i termini per l’esecuzione del piano di capitalizzazione dell’impresa beneficiaria.

 

Novità per la linea di intervento “classica”

Il decreto Crescita ritocca anche la disciplina della linea di intervento “classica” a favore degli investimenti con un doppio ordine di modifiche.

Questa misura agevolativa (operativa dal 31 marzo 2014) sostiene l’acquisto, o acquisizione in leasing, di beni materiali (macchinari, impianti, beni strumentali d’impresa, attrezzature nuovi di fabbrica e hardware) o immateriali (software e tecnologie digitali) a uso produttivo.

In particolare, a fronte della concessione di un finanziamento ordinario (bancario o in leasing), di importo non inferiore a 20.000 euro, per la realizzazione di un programma di investimenti, il Ministero concede un contributo parametrato a un tasso di interesse convenzionalmente pari al:

– 3,575% per gli investimenti in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti (investimenti in tecnologie cd. “Industria 4.0”);

– 2,75% annuo per gli investimenti ordinari