Il “reddito agrario” esprime il risultato reddituale dell’impresa agricola secondo un criterio forfettario catastale, distinguendosi ovviamente dall’ordinaria tassazione analitica dell’impresa, basata sui costi e i ricavi effettivi.

 

Ai fini della formazione del catasto vengono effettuate infatti operazioni geometrico- topografiche, accompagnate da operazioni di stima per attribuire al terreno un reddito ordinario, basato sulla produzione agricola ritraibile a seconda del genere di coltivazione praticata o del tipo di allevamento.



La rendita catastale ottenuta rappresenta la produttività standard del fondo che rende irrilevanti da un lato gli effettivi ricavi della coltivazione – come pure le altre componenti positive del reddito connesse all’attività agricola – dall’altro lato, simmetricamente, i costi effettivi per acquisti di scorte, sementi, salari ai lavoranti, ecc. Le forfetizzazioni dei redditi agricoli impongono infatti un calcolo differenziale, sia pure stimato, anche dei costi.





Aldo Cadau Cadau&Associati Redditi Imprese Agricole Commercialisti Sardegna
 



 

All’interno dei costi e ricavi di esercizio presenti nei bilanci, potremmo trovare anche costi e ricavi di carattere straordinario, come minusvalenze o plusvalenze su beni patrimoniali (ad esempio, immobili e in particolare terreni agricoli), e componenti derivanti più in generale da operazioni su valori patrimoniali, come fino a tempi recenti la cessione di “quote latte”, diritti di reimpianto vigneti e oggi diritti ad “aiuti”.




Il tema di fondo è dunque comprendere se tutte le componenti di reddito possano essere assorbite dalla determinazione forfetaria dell’imponibile fiscale oppure se alcune debbano essere considerate, e tassate, autonomamente. In realtà non è tanto la straordinarietà o meno della componente reddituale a permettere di circoscrivere il perimetro delle componenti assorbite dalle determinazioni catastali. Le questioni specifiche che si pongono vanno invece risolte con concetti strutturali quali la differenza tra “redditi del fondo”, forfetizzati secondo i criteri catastali, e redditi che sono invece estranei alla funzione delle determinazioni forfettarie.

 



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