Con Circolare n 27/E del 19 ottobre l’Agenzia delle Entrate risponde a vari quesiti di contribuenti in merito al versamento dell’acconto IRAP 2020 e in particolare risponde a chi ha chiesto come comportarsi:

  • Per il calcolo del saldo 2020

  • Per come comportarsi qualora il saldo 2020 sia inferiore alla prima rata di acconto “dovuto” per il 2020, se sia possibile utilizzare in compensazione o chiedere a rimborso o azzerare la differenza.

 

Con riferimento al calcolo IRAP l’agenzia specifica che l’art 24 del decreto rilancio ha previsto, per le imprese o lavoratori autonomi con un volume di ricavi/compensi non superiore a 250 milioni di euro l’esclusione del versamento:

• del saldo dell’IRAP relativo al periodo d’imposta 2019  (fermo restando i versamenti degli acconti)

• della prima rata dell’acconto dell’IRAP dovuto per il periodo d’imposta 2020. L’importo corrispondente alla prima rata dell’acconto è comunque escluso dal calcolo dell’imposta da versare a saldo per il 2020.

 

La circolare precisa che l’esclusione opera a concorrenza dell’importo della prima rata calcolata con il metodo storico o se inferiore con il metodo previsionale.

 

 

 

Ricordiamo che in generale il calcolo dell’acconto IRAP è effettuato:

  • sulla base dell’imposta dovuta per l’anno precedente (al netto di detrazioni, crediti di imposta e ritenute risultanti dalla dichiarazione dei redditi (metodo storico)

  • sulla base di previsioni degli stessi valori se si ipotizza che siano inferiori

Si utilizza il metodo previsionale quando appunto si ritiene che il risultato dell’anno sia inferiore a quello dell’anno precedente. Si presume allora l’importo della rata di acconto in base a valori ipotetici di reddito, detrazioni, ritenute e crediti di imposta.

 

Dalla Circolare si apprende che il contribuente che applichi il metodo storico combinando la regola generale di calcolo con le previsioni del decreto dovrà versare:

  • il secondo acconto 2020 pari al 60% dell’imposta dovuta per il 2019 (50% per i soggetti ISA)

  • e l’eventuale saldo dovuto per il 2020 da determinarsi al netto del primo acconto figurativo (cioè il 40% non dovuto grazie alla agevolazione anti covid e 50% per i soggetti ISA)

 

 Il contribuente che applichi invece il metodo previsionale dovrà versare:

  • il secondo acconto 2020 pari al 60% dell’imposta complessiva presumibilmente dovuta per il periodo di imposta 2020
  • e l’eventuale saldo da determinarsi al netto del primo acconto figurativo (40% e 50% per i soggetti ISA) e del secondo acconto corrisposto

 

In entrambe le ipotesi il primo acconto figurativo NON può mai eccedere il 40% (o il 50%) dell’importo complessivo dovuto a titolo di IRAP per il periodo di imposta 2020 calcolato, in linea generale, secondo il metodo storico sempreché quest’ultimo non sia superiore a a quanto dovuto effettivamente da corrispondere.

 

A titolo di esempio si riporta una tabella contenuta
nella stessa Circolare n 27/E.


Ipotizzando che l’IRAP dovuta per il 2019
fosse di 1000 euro avremmo.


CONTRIBUENTI CHE NON APPLICANO GLI ISA