È ufficiale: con il provvedimento del 21 luglio 2017 arriva il modello per la definizione agevolata delle liti fiscali pendenti. Il documento dovrà essere inoltrato, unicamente in via telematica, entro il 2 ottobre 2017.

Le novità
Come da provvedimento diramato dall’Agenzia delle entrate, nello specifico, la chiusura riguarda non soltanto le controversie instaurate avverso avvisi di accertamento e atti di irrogazione delle sanzioni, ma anche quelle inerenti gli avvisi di liquidazione e i ruoli.
Restano escluse, invece, le liti che afferiscono al rifiuto di restituzione dei tributi, così come quelle di valore indeterminabile, come, ad esempio, quelle per il classamento degli immobili e, più in generale, quelle per le quali manchino importi da versare da parte del contribuente.

Liti pendenti

Per liti pendenti si intendono tutte quelle controversie per le quali risulta notificato un atto di accertamento, un provvedimento di irrogazione delle sanzioni o altro atto impositivo, di cui è parte l’agenzia delle Entrate, che il contribuente ha impugnato alla data del 1° maggio 2011. Gli atti impositivi per i quali a quella data non era stato presentato il ricorso (a prescindere dalla costituzione in giudizio) sono esclusi dalla possibilità di definizione.

La risoluzione delle controversie

Le disposizioni della manovra correttiva consentono di definire le liti in cui il ricorso in primo grado sia stato notificato dal contribuente entro il 24.07. 2017 e per le quali, alla data di presentazione della domanda, il processo non sia ancora concluso con pronuncia definitiva.

Risoluzione controversie

Nel dettaglio

Sono definibili pendenti le controversie tributarie in cui è parte l’Agenzia delle entrate, in ogni stato e grado di giudizio, compreso quello in Cassazione e anche a seguito di rinvio, oppure in pendenza del termine di impugnazione della sentenza o per la riassunzione della controversia.
Per la definizione occorre pagare gli importi spettanti all’Agenzia, richiesti con l’atto impugnato e ancora in contestazione, con esclusione delle sanzioni collegate ai tributi contestati e degli interessi di mora. Se la lite riguarda esclusivamente sanzioni non collegate ai tributi o interessi di mora, la definizione comporta l’abbattimento al 40% degli importi in contestazione. Sono da sottrarre gli importi già versati in pendenza di giudizio e, chi ha già presentato, entro il 21.04.2017, la domanda di definizione agevolata dei carichi affidati prevista dall’art. 6 del D.L. n. 193/2016, scomputa anche gli importi dovuti per detta “rottamazione” dei ruoli, dovendo usufruire unitamente delle due agevolazioni.

Termini e pagamenti

Entro il termine del 2 ottobre 2017, per ciascuna controversia tributaria autonoma, ossia relativa al singolo atto impugnato, va presentata all’Agenzia delle entrate una distinta domanda di definizione, esente dall’imposta di bollo, esclusivamente mediante trasmissione telematica.
Ciò può avvenire tramite un intermediario abilitato o recandosi presso un qualsiasi Ufficio territoriale dell’Agenzia, ovvero in maniera diretta per i contribuenti abilitati ai servizi telematici dell’Agenzia. La definizione consente di pagare in un’unica soluzione oppure, se l’importo netto dovuto è superiore a 2.000 euro, in 2 o 3 rate, con la possibilità di avvalersi dell’istituto della compensazione. Non sono ammesse modalità di presentazione diverse da quelle indicate in precedenza, neppure mediante servizio postale o posta elettronica ordinaria o certificata.