Il trasferimento del patrimonio agli eredi e la gestione del passaggio generazionale in azienda sono questioni che gli High Net Worth Individual (più comunemente “ricchi”) e le famiglie di imprenditori si trovano prima o poi affrontare.

Ne parliamo in quest’analisi che ci viene riproposta dall’ultima nota diffusa dallo studio commerciale Cadau&Associati di Cagliari.

L’indagine parte da una domanda : cosa significa gestire il passaggio in maniera attiva?

Di sicuro, la prima risposta valida è che una gestione del patrimonio dinamica e mai statica corrisponde al modo più efficace per conservare e sviluppare il patrimonio di famiglia.

Alcuni dati evidenziati dallo studio commerciale Aldo Cadau ci svelano che in Italia almeno 400 miliardi di euro di solo patrimonio mobiliare saranno coinvolti dal passaggio generazionale nei prossimi vent’anni e a questi va aggiunto il patrimonio immobiliare nonché il patrimonio aziendale che fa capo ai soggetti interessati.

Tuttavia, il tema pare ancora poco sentito o perlomeno non affrontato in maniera strutturale.

L’Associazione Italiana Private Banking ha stimato che solo un individuo su quattro ha concretamente posto le basi per un adeguato trasferimento del patrimonio agli eredi, con conseguenti inefficienze anche sistemiche.







Si tratta di un momento delicato, poiché coinvolge la famiglia e i suoi equilibri, perciò è utile affrontare l’argomento per tempo e in maniera strutturata utilizzando gli strumenti che la legge mette a disposizione e affidandosi per tale compito a consulenti di provata esperienza.


Non mancano i motivi per muoversi in tempi brevi, affrontando preventivamente le problematiche che potrebbero sorgere in relazione alla successione.


Un motivo per muoversi in anticipo è legato alla possibile evoluzione delle imposte di successione in Italia.


Un confronto con gli altri Paesi


L’Italia è oggi uno dei paesi in cui trasmettere il patrimonio agli eredi è più conveniente. Le aliquote d’imposta relative alla successione vanno dal 4% per i discendenti in linea retta fino all’8% per gli altri eredi, con franchigie molto ampie, fino ad 1 milione di euro per i discendenti in linea retta.


Nel resto d’Europa, le aliquote per i parenti di primo grado arrivano invece fino al 19% in Germania e sono del 40% nel Regno Unito. Stessa aliquota per la Francia, fino al 40%, mentre in Spagna arriva al 34%.

Con franchigie in tutti i casi di ben inferiori a quelle previste in Italia.

Le altre aliquote, quelle relative a eredi che non siano parenti di primo grado, vanno invece dal 40% del Regno Unito, dove è prevista un’aliquota unificata, all’82% della Spagna.


Il confronto con l’Europa spiega perché a più riprese in Italia si proponga un ritocco al rialzo delle imposte di successione.

Da un lato questo allineerebbe la normativa italiana a quelle dei paesi europei, dall’altro fornirebbe un consistente contributo alle casse dello Stato, esigenza sempre attuale.

Pianificare per tempo in tale ottica significherebbe infatti approfittare delle favorevoli condizioni attuali, utilizzando i giusti strumenti tra quelli che il nostro ordinamento mette a disposizione.
Vediamoli di seguito in una carrellata non esaustiva.


Strumenti per il passaggio generazionale


Sono molte le strutture di consulenza che gestiscono professionalmente il passaggio generazionale dei grossi patrimoni familiari e aziendali. Tra questi gli istituti di Private Banking e i Family Office sono, per naturale estensione, i più coinvolti.

Oltre 800 miliardi di patrimonio sono gestiti dalle strutture di Private Banking in Italia e di questi, circa la metà sono in mano a clienti oltre i 55 anni di età, che hanno o avranno bisogno a tendere dei servizi in materia fiscale e successoria da queste offerto.


Quali soluzioni vengono offerte in materia successoria?


La situazione va ovviamente valutata caso per caso per definire il perimetro e valutare esigenze particolari.


Nei casi più lineari l’attenzione ricade sull’efficienza fiscale. In questi casi l’utilizzo della forma assicurativa è senz’altro il modo più immediato ed efficace. Non va tuttavia trascurato l’istituto della donazione oppure il TRUST: entrambi infatti anticipano al momento del conferimento il pagamento dell’imposta di successione o donazione, fissando l’aliquota a quella attualmente in vigore.


Molti casi sono tuttavia più complessi. Potrebbero non esserci eredi legittimi, oppure gli eredi potrebbero essere minori o portatori di disabilità. O ancora, nel passaggio d’azienda alcuni eredi potrebbero non essere interessati alla sua gestione.

In tutti questi casi possono intervenire appositi strumenti che aiutano a gestire in maniera attiva il passaggio del patrimonio e il contributo di consulenti esperti in materia è essenziale.


Il trust può essere ad esempio utilizzato per istruire il trustee ad operare secondo precise istruzioni, a favore di minore o disabile. Può anche intervenire nel regolare la governance dell’azienda di famiglia per gestire situazioni delicate.


Nei passaggi d’azienda in cui la gestione è affidata solo a uno o alcuni tra gli eredi, è utile la creazione di holding di famiglia.


Di recente è molto utilizzato anche l’istituto del patto di famiglia, che consente di gestire il passaggio di mano anche in vita, con accordo tra tutti gli eredi (coniuge e figli) e adeguata compensazione da parte dell’erede (o eredi) beneficiario a favore degli eredi esclusi dall’azienda, ma al di là di questa soluzione nulla risulta più duttile dello strumento del TRUST.