A seguito del recente ampliamento della deroga all’obbligo di stampa periodica dei libri e dei registri contabili, sono stati inclusi in questa disposizione anche quei registri e libri in relazione ai quali è prevista l’applicazione dell’imposta di bollo (per inteso: il libro giornale e il libro degli inventari).

Poiché questa modifica normativa non è stata accompagnata dall’adozione di una disciplina specifica in merito alle modalità di assolvimento di questo tributo, si impone la necessità di individuare, seppure in via interpretativa, quale – fra le modalità di assolvimento di imposta attualmente previste dal nostro ordinamento – meglio si adatti all’ipotesi di libri e registri contabili analogici, ovvero tenuti con strumenti elettronici, in relazione ai quali è stato definitivamente superato l’obbligo di stampa periodica, ma solo su invito degli organi verificatori.

Con un documento del 17 gennaio 2020, il Consiglio e la Fondazione Nazionale dei Commercialisti hanno fornito alcune indicazioni in merito alle nuove deroghe all’obbligo di stampa dei registri contabili e alle conseguenti modalità di assolvimento dell’imposta di bollo.

Il documento si propone di analizzare e fornire possibili soluzioni alle difficoltà operative che potrebbero emergere nell’individuare le modalità di applicazione dell’imposta di bollo in assenza dell’obbligo di stampa periodica della contabilità.

Questo perché il Decreto Crescita ha esteso a tutti i libri e registri contabili tenuti in forma elettronica la deroga dell’obbligo di stampa dei medesimi, originariamente adottata solo per alcuni registri IVA.

 

 

Aldo Cadau Studio Commerciale Cagliari Cadau&Associati Libri Contabili

 

 

A seguito delle intervenute modifiche normative, sembrerebbero dunque potersi verificare le seguenti ipotesi:

 

  1. tenuta dei libri contabili con sistemi informatici e conservazione sostitutiva;
  2. tenuta dei libri contabili con sistemi informatici e conservazione tradizionale (vale a dire non sostitutiva), con stampa periodica su carta (anche se non più obbligatoria);
  3. tenuta dei libri contabili con sistemi informatici e conservazione tradizionale (vale a dire non sostitutiva), con stampa solo occasionale su carta (al momento di eventuali verifiche).

 

Nell’ipotesi sub 1, l’adozione della metodologia di conservazione sostitutiva dei libri contabili impone, per espressa previsione normativa, che l’imposta di bollo venga assolta in un’unica soluzione e in via esclusivamente telematica, mediante modello F24 online (art. 6 del D.M. 17 giugno 2014).

Nell’ipotesi sub 2, la scelta di continuare a stampare con periodicità annuale i libri contabili, ai sensi di quanto previsto dal comma 4-ter dell’art. 7 del D.L. n. 357 del 1994, determina la necessità di assolvere l’imposta di bollo in funzione del numero di pagine (e non del numero di registrazioni), attraverso l’apposizione dell’apposito contrassegno, oppure mediante pagamento tramite modello F23.

Nell’ipotesi sub 3, nonostante non ci si trovi in presenza di una conservazione sostitutiva della contabilità e, quindi, non sussista alcun obbligo normativo in tal senso, sembrerebbe comunque preferibile liquidare l’imposta in base alle registrazioni e versarla in un’unica soluzione mediante F24 online.

L’assenza della stampa dei libri, infatti, renderebbe impossibile il calcolo dell’imposta in funzione del numero di pagine. Tuttavia, proprio poiché nel caso di specie non sussiste alcun obbligo normativo in tal senso, è possibile ipotizzare che, qualora si scelga di effettuare una periodica stampa virtuale dei libri contabili (vale a dire una stampa su file in formato “pdf”), si possa liquidare l’imposta di bollo in funzione del numero di pagine (generate al momento della stampa in “pdf”), utilizzando per il pagamento il modello F23.

Resterebbe, viceversa, in ogni caso preclusa (per evidenti ragioni) la possibilità di assolvere l’imposta mediante apposizione dell’apposito contrassegno.

 

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