Si è svolta  la prima riunione degli otto Commissari delle Zone Economiche Speciali (Zes) con il ministro per il Sud e la Coesione territoriale Mara Carfagna. Al centro dell’incontro, il finanziamento di 630 milioni di euro previsto per le Zes, considerato tra i principali interventi per il rilancio dell’economia meridionale contenuti nel Pnrr-Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.


All’interno delle Zes le imprese già operative o di nuovo insediamento possono beneficiare di agevolazioni fiscali e di semplificazioni amministrative, anche al fine di attrarre investimenti esteri.


Gli investimenti infrastrutturali previsti nel PNRR puntano ad assicurare un adeguato sviluppo dei collegamenti delle aree ZES con la rete nazionale dei trasporti, in particolare con le reti Trans Europee (TEN-T). A queste risorse, si aggiungono ulteriori 1,2 miliardi di euro che il PNRR riserva a interventi sui principali porti del Mezzogiorno.

 

 

Aldo Cadau Commissario Zes Sardegna Cadau&Associati commercialisti Cagliari

 


Un nuovo destino per il Mezzogiorno

 

“Nella mia visione – afferma il ministro Carfagna – le otto Zes meridionali non sono otto cittadelle chiuse nelle loro mura ma otto parti di un unico processo condiviso che da qui al 2026 deve attrarre investimenti, imprese, lavoro, benessere, allo scopo di costruire un nuovo destino per il Mezzogiorno: una grande piattaforma logistica al centro degli scambi commerciali e delle relazioni nel Mediterraneo”.


Nell’ambito dei Piani strategici di sviluppo delle ZES coinvolte sono previste diverse progettualità infrastrutturali. Le principali necessità sulle quali si interverrà sono le seguenti:

  • collegamento di “ultimo miglio”: realizzare efficaci collegamenti tra le aree portuali e industriali e la rete infrastrutturale ferroviaria e stradale facente parte delle reti di trasporto principali, così da consentire ai distretti produttivi di ridurre tempi e costi nella logistica;
  • digitalizzazione e potenziamento della logistica, urbanizzazioni green e lavori di efficientamento energetico e ambientale nelle aree retroportuali e nelle aree industriali appartenenti alle ZES;
  • potenziamento della resilienza e della sicurezza dell’infrastruttura connessa all’accesso ai porti.